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COSA PROVOCANO LE ESTERNALITA' DI RETE
Giovedì 14 Aprile 2016 10:07

Sono molti i mercati ad essere caratterizzati da esternalità di rete o esternalità di consumo positive (Katz e Shapiro, 1986; Shilling, 1998). In mercati di questo tipo dall’utilizzo di un bene il beneficio che ne deriva aumenta al crescere dal numero degli utilizzatori.

Esempi di mercati che presentano esternalità positive li ritroviamo nelle reti fisiche, come accade per  servizi ferroviari o di telecomunicazione, tuttavia possono emergere delle esternalità di rete anche nel caso di mercati non basati strettamente su network fisici. Ssuccede nel caso un potenziale utilizzatore scelga una determinata tecnologia per la quale si verifica che il beneficio aumenta all’aumentare del numero degli altri utilizzatori anche qualora la sua decisione dipende dal grado di compatibilità fra le differenti soluzioni tecnologiche, nonché dalla condivisibilità di un linguaggio comune.

Con la denominazione base di installazioni o base di clienti si vuole intendere il numero di utilizzatori che utilizzano una determinata tecnologia, per esempio la scelta di una determinata piattaforma informatica potrebbe essere suggerita non tanto e non solamente dai suoi benefici tecnologici, quanto piuttosto da numero di utilizzatori al momento dell’acquisto, perché una larga diffusione rende più semplice lo scambio di file.

Molte persone, per esempio, scelgono un computer con un sistema operativo Windows e un microprocessore Intel perché è la “piattaforma” che possiede la maggiore base di installazioni, consentendo così un maggiore scambio di file con altri utilizzatori senza rischiare che ci sia incompatibilità. Da qui viene fuori che un eventuale investimento in formazione per apprendere l’uso di una determinata piattaforma tecnologica acquista maggior valore se la base di installazioni della piattaforma si estende. Quindi la scelta di un utilizzatore di imparare ad usare un sistema operativo o software dipenderà molto da quello che a suo giudizio sarà maggiormente diffuso in futuro.

Si manifestano esternalità di rete anche per prodotti che sono fortemente influenzati dalla presenza di beni complementari, visto che molti prodotti sono considerati interessanti e utili solo se affiancati da un certo insieme di beni complementari.

Capita anche che  le imprese producono sia il bene principale sia i beni complementari (come accade per Apple che realizza in casa il sistema operativo iOS, il software per i suoi iPhone e iPad, oppure per la libreria virtuale Amazon che ha cominciato da qualche tempo a offrire un suo lettore e-book come Kindle); invece, in altri casi, si affidano ai beni o ai servizi complementari offerti da altre imprese (per esempio, i produttori di hardware spesso contano su altre imprese per la fornitura del software o per l’assistenza).

Solitamente si verifica che i prodotti che sono caratterizzati da un’ampia base di clienti sono gli stessi che attirano un maggior numero di produttori di beni complementari. E visto che si è detto che la disponibilità di beni complementari condiziona la scelta dell’utilizzatore tra piattaforme tecnologiche che sono in concorrenza tra loro, a sua volta le dimensioni della base di installazioni è influenzata dalla presenza di beni complementari creando così un circolo vizioso.

Le imprese possono anche cercare di influenzare la scelta del “disegno dominante” formando delle coalizioni focalizzate su una tecnologia (il disegno dominante non può essere definito solo dagli attori del mercato ma la scelta del disegno dominante può essere stabilità anche attraverso provvedimenti governativi).

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