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Le reti di imprese italiane utilizzano il clouding e l’open innovation per diventare globali

Da Il Sole 24 Ore Speciale Eventi 16.04.2012 - Imprese, finanza e brokeraggio

 

La rete di imprese è un nuovo modello di business ideato per favorire lo sviluppo delle PMI nel mercato globale. La ridotta dimensione delle imprese, tipica del nostro tessuto industriale, limita le potenzialità di sviluppo dell’innovazione tecnologica, riduce la capacità di penetrare i mercati internazionali, penalizza il valore del rating assegnato dagli istituti di credito e la possibilità di accedere a strumenti di finanza straordinaria.Il limite dimensionale, tuttavia, può essere superato attraverso l’organizzazione in reti d’imprese. La rete d’impresa è un insieme di aziende, giuridicamente autonome, i cui rapporti si basano su relazioni fiduciarie e su specifici accordi contrattuali. Il contenuto del contratto di rete non è predeterminato, ma lascia ampia libertà di scelta ai partner rispetto all’oggetto e alle modalità di realizzazione. Il contratto, ad esempio, può riguardare la condivisione di attività strategiche quali produzione, ricerca e sviluppo, internazionalizzazione, formazione e marketing.

Le reti stanno sempre più rivelandosi uno strumento largamente riconosciuto e ricercato dalle imprese italiane per accrescere individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. Questa nuova tipologia organizzativa, orientata all’innovazione,  ha iniziato ad essere normata e promozionata a livello legislativo con i DL 5/2009 e DL 78/2010, convertito in L.122 /2010.  “Pertanto - continua l’ing Lanciotti , C.E.O. di R.Q.-Research Qualification srl e Manager di rete di LINKINNOVAZIONE.net- la rete di imprese è quel tipo di organizzazione destinata a comporre diverse individualità verso obiettivi coordinati e ben definiti  nel contratto di rete. Non importa il settore di appartenenza o la dimensione delle aziende: l’approccio del lavorare in gruppo ed in modo coordinato, se condotto con cognizione di causa e professionalità, dà sempre ottimi risultati”.

Il 2011 è stato un anno di svolta in Italia nella realizzazione di reti di impresa. Infatti l’incentivo fiscale proposto dal DL 31/05/ 2010 n.78 ha stimolato la costituzione di reti e la realizzazione di “ contratti di rete” dando l’avvio ad un processo che sta raggiungendo dimensioni e risultati sempre maggiori.

In Research Qualification lavorare in reti collaborative è una modalità strategicamente acquisita a partire dall’anno 2006. In questi anni si è consolidata una forte esperienza professionale ma anche pratica nella costruzione, sviluppo, gestione di reti di imprese.Nel solo anno 2011 R.Q. ha costruito, in qualità di consulente esperto o di partner, diverse decine di reti di imprese, soprattutto in ambiti legati all’innovazione o alla ricerca e sviluppo.Da questa esperienza- continua Lanciotti- abbiamo riscontrato che il modello di rete, così come definito dalla legge italiana, è perfettamente funzionale anche all’ingresso ed alla partecipazione di tali organismi a  network mondiali di collaborazione e, pertanto , se supportato da adeguate metodologie è un ottimo strumento per supportare l’internazionalizzazione e la globalizzazione delle nostre PMI.

Due “casi operativi” che rappresentano al meglio quanto appena detto sono due reti di imprese che, formalizzando in un contratto di rete rapporti di collaborazione preesistenti tra alcune pmi, stanno realizzando con successo i propri programmi di rete.La prima, denominata LINKINNOVAZIONE.net è finalizzata alla realizzazione di un programma di sviluppo denominato KIKS–Knowledge Intensive Cloud Keyboard Services-  e riguarda la realizzazione di servizi di gestione in outsourcing secondo il modello “cloud services”, basati su una piattaforma di collaborative working.Il programma è di preparare tutta una serie di strumenti collaborativi per poter gestire in modalità clouding servizi professionali avanzati di vario genere per le PMI. La seconda ha nome COIN- Collaborative Open Innovation Network- e sta svolgendo attività di networking a livello internazionale nell’ambito dei laboratori di ricerca  e sviluppo. Questa realtà utilizza metodologie di lavoro e di collaborazione presenti a livello globale raggruppate sotto la comune denominazione di “Open Innovation”. L’utilizzo congiunto delle metodologie di Open Innovation con le possibilità fornite dal modello di business “ rete di imprese” sta dando risultati pratici veramente eccezionali – conferma  Marco Santoro – CEO di Eidon-Lab e Manager di rete di COIN. Inoltre, continua Santoro, l’utilizzo di questi strumenti è fortemente incentivato dall’Unione Europea, dallo stato e dalle pubbliche amministrazioni locali. Una rete come Coin, inoltre , è predisposta per crescere ed accogliere nuovi partecipanti per condividere con essi un modo nuovo di fare ricerca e sviluppo per raggiungere importanti risultati economici attività di ricerca più facilmente, più velocemente ed a minor costo.

 

 
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