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Il perchè della Ricerca
Mercoledì 23 Novembre 2016 08:47

Le attività di ricerca sono spesso delle attività estremamente faticose che richiedono una forte dose di pazienza ed impegno, non solo dal punto di vista intellettuale, ma anche fisico. Si pensi ad esempio ai ricercatori di reperti archeologici che impiegano un consistente numero di ore per restituire all’umanità pezzi del suo passato o agli speleologi che studiano i fenomeni carsici ovvero la morfologia delle grotte e le cavità naturali. Inoltre per ottenere la tanto agognata qualifica di ricercatore occorre passare anni ed anni sui libri effettuando un percorso di studi lungo e con prospettive future precarie. Si sente spesso parlare infatti di tagli alla ricerca e di scioperi indetti dai ricercatori. Ma allora, perché fare ricerca?

 

- Ricerca... Per Curiosità

Già nel primo secolo a.C. il filosofo greco Aristotele affermava che da sempre l’uomo si è chiesto quale fosse il senso della propria esistenza ed ha cercato di comprendere e decodificare il mondo che lo circonda, guidato da un’innata sete di conoscenza. La curiosità come desiderio inquisitivo circa la natura di un oggetto o di un fenomeno è il carburante della scienza e dello studio umano: nasce dalla voglia di comprendere le infinite dimensioni della realtà e fa sì che dalla ricerca di risposte a quesiti, anche lontani dalle applicazioni pratiche, si giunga a importanti scoperte e innovazioni.

· - Ricerca - Per la crescita

 

La ricerca è il motore del progresso e dello sviluppo dell’individuo e della collettività. La storia dell’umanità ci insegna che si fa ricerca anche per acquisire nuove conoscenze che possano trovare applicazioni concrete nella vita di tutti i giorni e possano essere utili al benessere economico ed al miglioramento della qualità della vita. Questo è il principale motivo per cui, a livello internazionale, si pone sempre maggiore attenzione agli investimenti pubblici e privati in ricerca: questi infatti pur rappresentando una piccola parte del Prodotto Interno Lordo (PIL) permettono lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi che a loro volta generano occupazione e crescita. Non a caso l’Unione Europea si è posta come obiettivo quello di portare gli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL entro il 2020; ciò avrebbe come prima conseguenza la creazione di 3,7 milioni di nuovi posti di lavoro in tutti i settori dell’economia e della società, con un incremento annuo del PIL di quasi 800 miliardi di euro entro il 2025.


- Ricerca... Per guardare al futuro

L’Italia e molti altri Paesi nel mondo stanno attraversando un periodo di recessione e forte crisi economica. Se guardiamo al passato, la storia ci insegna che le società che hanno superato con successo simili momenti di crisi, sono state quelle che hanno investito sulla ricerca e sviluppo.

La crescita e lo sviluppo di una nazione si basano quindi proprio su quei fattori che permettono di guardare al futuro ovvero istruzione e formazione da un lato e ricerca e sviluppo dall’altro. Garantire un insegnamento e una formazione di qualità a tutti permette di innalzare il livello culturale di un paese aumentando le possibilità occupazionali, mentre investire in attività di ricerca e sviluppo consente di ottenere in cambio innovazione. Le scoperte realizzate nelle imprese, nelle università e negli istituti di ricerca, in molti settori stanno portando all’elaborazione di nuove tecnologie nel campo dell’energia, dell’informazione e dell’alimentazione che plasmeranno il mondo di domani. Investire nella  ricerca è quindi importante sia dal punto di vista culturale che economico. Certo non è immediato comprendere perché conviene vincolare grosse cifre di denaro ed uno sforzo profuso in progetti che non hanno una immediata ricaduta. Ma l’esperienza a volte parla da sola. Pensiamo ad esempio al World Wide Web, i libri digitali, la tecnologia touch-screen etc. 
La ricerca quindi non è un qualcosa che interessa solo gli addetti ai lavori ma rappresenta il fondamento  della nostra società. Investire nella ricerca vuol dire guardare al futuro e partecipare concretamente alla sua realizzazione.

 

 
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