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BONUS RICERCA: COSA CAMBIA DOPO LA CIRCOLARE INTERPRETATIVA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Giovedì 31 Marzo 2016 16:29

La pubblicazione della circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate 16 marzo 2016 ha chiarito numerosi punti riguardo una delle agevolazioni fiscali più appetibili attualmente in vigore. Ecco i punti di maggiore rilevanza:

 

Sono escluse dai soggetti beneficiari le imprese soggette a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’attività

Le attività di ricerca e sviluppo possono essere svolte anche in ambiti diversi da quello tecnico – scientifico, come:

ambito storico – sociologico; settore tessile e moda, per esempio per le seguenti attivita’ di a) ricerca ed ideazione estetica b) realizzazione dei prototipi

Per il personale altamente qualificato impegnato nelle attività di R&S non è necessario:

A) Titolo in materia attinente l’attività di R&S in cui è impiegato

B) Iscrizione ad un albo professionale

C) È indifferente che sia dipendente o collaboratore che opera presso la struttura dell’impresa

Sono ammessi i costi sostenuti in relazione ad un eventuale contratto di lavoro dipendente stipulato con l’amministratore che svolge attività di ricerca e sviluppo. In base alla medesima considerazione, sono agevolabili anche i compensi corrisposti all’ amministratore, non dipendente dell’impresa, che svolge attività di ricerca e sviluppo.

Per quanto riguarda le spese per “competenze tecniche” si ritiene che i costi per il “personale non qualificato” siano da considerare ammissibili. Tali costi sono contribuiti al 25% della spesa ammissibile. Non rileva il fatto che tale personale non sia stato impiegato in ricerca negli anni precedenti.

La ricerca “extra-muros” si identifica con quella commissionata ad università, enti di ricerca e organismi equiparati, nonché “ad altri soggetti”, comprese le start-up innovative. La circolare precisa che sono ammissibili anche i costi sostenuti per l'attività di ricerca svolta da professionisti in totale autonomia di mezzi e di organizzazione. Tale attività dovrà essere contrattualizzata tramite un contratto di ricerca, e potrà dunque essere contribuita al 50%.

Sono ammissibili i costi derivanti dalla ricerca commissionata nell’ ambito del medesimo gruppo, purché siano riconducibili alle categorie di costi ammessi dalla legge.

 

FONTE: AGENZIA DELLE ENTRATE

 

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