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BONUS RICERCA 2015-2019: “Un aiuto concreto alle imprese che fanno ricerca e sviluppo”
Mercoledì 16 Novembre 2016 10:50

 

Un’impresa che vuole essere competitiva e vuole sopravvivere in un mercato sempre più globalizzato non può permettersi di restare ferma ma ha bisogno di evolversi continuamente perseguendo una filosofia di miglioramento continuo. A tal proposito uno degli aspetti più significativi che caratterizzano la vita di un’impresa è rappresentato dallo sviluppo di un processo d’innovazione tecnologica utile ai fini del miglioramento dei propri prodotti ed alla creazione di nuovi, oppure al fine di migliorare i processi produttivi.

Questo genere di processi rientra solitamente nella voce “ricerca e sviluppo”. Non tutti gli imprenditori riescono a creare e/o sviluppare un processo di questo tipo e con queste finalità all’interno della propria azienda, spesso anche per motivi di carattere economico. Gli effetti prodotti dalla ricerca infatti non sono immediati ma si manifestano nel medio periodo; quando l’azienda è in crisi di liquidità dunque preferisce ridurre il budget ad essa dedicati. In altri casi gli imprenditori non possedendo all’interno della propria realtà aziendale il personale e le strutture atte a realizzare attività di ricerca e sviluppo possono rivolgersi a soggetti esterni, incaricandoli di sviluppare per conto proprio determinati tipi di ricerche, associandosi magari con più imprenditori per ripartirne i costi.

Data l’importanza del settore “ricerca e sviluppo”, il legislatore italiano ha costantemente cercato di creare le condizioni che permettano alle aziende italiane di fare ricerca. Su questa strada, oggi,

 

la normativa fiscale italiana prevede un credito d’imposta per tutti gli imprenditori che decidano di aumentare il loro impegno in progetti di ricerca e sviluppo.

 

Cos’è il CREDITO D’IMPOSTA?

 

Vediamo innanzitutto in cosa consiste l’agevolazione fiscale. Già a partire dall’anno 2015 le imprese che decidono di investire in alcune attività di ricerca e sviluppo possono godere di un particolare credito d’imposta, variabile dal 25 al 50%, dei costi in ricerca e sviluppo sostenuti in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti sostenuti nel triennio 2012-2014.

Per ottenere il credito d’imposta tuttavia è necessario che il costo in ricerca e sviluppo effettuato dall’impresa nell’anno in cui si chiede l’agevolazione fiscale ammonti almeno a 30.000 euro.

 

Quali sono i SOGGETTI INTERESSATI?

Possono accedere al beneficio tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica (ditta individuale, società di persone, società di capitali), dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo.

 

Quali sono le ATTIVITA’ DI RICERCA E SVILUPPO AGEVOLABILI?

La legge prevede che sono agevolabili le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

Ricerca di base: lavori sperimentali o teorici aventi come finalità principale l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza la previsione di applicazioni pratiche o usi commerciali diretti.

Ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche volte ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi ovvero di migliorare prodotti, processi o servizi esistenti o la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, con l’esclusione dei prototipi ricompresi nel punto successivo.

L’acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo di conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale al fine di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Rientrano in tale tipologia di attività anche quelle destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione riferite a nuovi prodotti, processi e servizi, compresa l’elaborazione di progetti, disegni, piani o altra documentazione, compresi gli studi di fattibilità, purché non destinati a scopi commerciali;

La realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali (quando il prototipo è il prodotto commerciale finale e il relativo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo utilizzare solo con finalità di dimostrazione o convalida);

La produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, purché non impiegati / trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.


Quali sono le TIPOLOGIE DI INVESTIMENTI AMMISSIBILI?

 

Oltre al tipo di ricerca “agevolabile”, la legge definisce anche quali tipologie di investimento sono ammissibili ai fini del calcolo del credito d’imposta in questione. In particolare, possono essere considerati a questo fine:

1) le spese per il personale altamente qualificato, impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico/ scientifico;

2) le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature da laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro iva esclusa;

3) le spese relative a contratti di ricerca stipulati con Università / Enti di ricerca e organismi equiparati / altre imprese, comprese le start-up innovative;

4) costi relativi a competenze tecniche e privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.

 

Come si MISURA IL CREDITO D’IMPOSTA?

La misura del credito d’imposta ottenibile è diversa a seconda del tipo di spesa sostenuta.

 

Le spese ammissibili sono:

- Personale altamente qualificato (dottorati di ricerca e/o lauree magistrali qualificate) con un’intensità del contributo pari al 50%;

- Attrezzature e strumenti di laboratorio in ammortamento (min. 2000 Euro) con un’intensità del contributo pari al 25%;

- Commesse di ricerca con Università, enti di ricerca, organismi equiparati ed altre imprese con un’intensità del contributo pari al 50%;

- Competenze tecniche e brevetti relativi ad un’invenzione con un’intensità del contributo pari al 25%;

 

 

Il calcolo della credito d’imposta tuttavia non è un processo banale perciò richiede molta attenzione per evitare di fare errori.

L’importo del credito si ottiene confrontando le spese dell’esercizio in corso con il valore medio dei costi sostenuti nel triennio di riferimento 2012-2013-2014. Il confronto avviene tra categorie di costi con la medesima intensità: cioè la somma dei costi al 50% viene paragonata con il valore medio dei costi al 50%, e analogamente per i costi al 25%.

Infine il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che:

le spese per l’attività di ricerca e sviluppo del periodo d’imposta siano almeno pari a   €30.000;

si realizzi un incremento delle spese in esame rispetto al triennio precedente.

 


DOCUMENTAZIONE E CONTROLLI DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

 

L’Agenzia delle Entrate effettua i controlli per verificare la spettanza del credito sulla base della documentazione contabile, da allegare al bilancio, rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale / Collegio sindacale / professionista iscritto nel Registro dei revisori legali.

Le imprese non soggette a revisione legale e prive del Collegio sindacale devono comunque avvalersi della certificazione di un revisore legale / società di revisione.

Per “attestare” i costi sulla base dei quali è stato determinato il credito spettante, il Decreto richiede la conservazione della seguente documentazione:

Costi del personale: fogli di presenza nominativi, riportanti per ciascun giorno le ore impiegate nell’attività di R&S, firmati dal legale rappresentante dell’impresa ovvero dal responsabile dell’attività di R&S;

Costi relativi a strumenti ed attrezzature di laboratorio: dichiarazione relativa alla misura e al periodo in cui detti beni sono stati utilizzati per l’attività di R&S rilasciata dal legale rappresentante dell’impresa ovvero dal responsabile dell’attività di R&S;

Costi relativi a contratti stipulati con università,enti di ricerca e organismi equiparati, altre imprese: contratti e relazione sottoscritta dalle parti interessate riportante le attività svolte alle quali si riferiscono i costi agevolabili.