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Il Bonus Ricerca per l'Industria Meccanica - Il nostro Case Study
Giovedì 01 Dicembre 2016 16:51

 

 

Il Bonus Ricerca rappresenta lo strumento più semplice ed efficace a cui le aziende, che intendono svolgere attività di ricerca nel periodo 2015-2019, possono ricorrere per ottenere un significativo sgravio fiscale ottenibile tramite credito di imposta.

Vediamo nel concreto come funziona il metodo Bonus Ricerca considerando un caso applicativo realmente realizzato da R.Q. Research Qualification s.r.l. per una società che opera nel settore dell’Industria Meccanica.

 

Il Bonus Ricerca applicato al settore dell’Industria Meccanica

 

Il Case Study che vi proponiamo ha come protagonista un’industria piemontese leader mondiale nella progettazione e nella produzione di generatori d’aria calda, deumidificatori professionali e macchine per la pulizia industriale.

L’azienda vanta diverse eccellenze tra le quali:

· una tecnologia progettuale d’avanguardia, grazie ai sistemi CAD-CAM e ad un laboratorio prove dotato di sofisticate apparecchiature di test e di collaudo;

· una struttura produttiva in cui la produzione e l’assemblaggio dei prodotti avviene per mezzo di attrezzature avanzate e di moderne linee di montaggio automatizzate;

· ampi magazzini di prodotti finiti, componentistica e ricambi in grado di garantire la spedizione della merce entro ventiquattro ore dalla ricezione dell’ordine;

· rigorose procedure di controllo di qualità e di rispondenza ai più severi standard internazionali di rendimento e di sicurezza.

Nel presente articolo analizzeremo nel dettaglio le varie fasi che hanno portato al calcolo del credito d’imposta che l’azienda è riuscita ad ottenere mediante l’applicazione del cosiddetto Bonus Ricerca[1].

L’azienda in questione ha realizzato nel 2015 investimenti agevolabili pari a euro 527.102,00 di cui euro 181.350,00 per il primo gruppo di spese (personale altamente qualificato e contratti di ricerca con organismi di ricerca ed università) agevolabili nella misura del 50% e 345.752,00 per il secondo gruppo di spese (attrezzature e strumenti di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali) agevolabili nella misura del 25%, a fronte di investimenti rilevanti effettuati nei periodi di imposta precedenti (2012, 2013 e 2014) e precisamente:

- nel 2012 per euro 420.317,00 , di cui euro 300.980,00 relativi al primo gruppo di spese ed euro 119.336,00 relativi al secondo gruppo di spese;

- nel 2013 per euro 225.485,00 , di cui euro 83.936,00 relativi al primo gruppo di spese ed euro 141.550,00 relativi al secondo gruppo di spese;

- nel 2014 per euro 280.113,00 , di cui euro 107.067,00 relativi al primo gruppo di spese ed euro 173.046,00 relativi al secondo gruppo di spese.

Ai fini del calcolo della “spesa incrementale complessiva”, la media degli investimenti pregressi risulta essere complessivamente pari ad euro 308.638,00

[(420.317,00+225.485,00+280.113,00)/3].

Di conseguenza, la “spesa incrementale complessiva”, pari alla differenza tra gli investimenti realizzati nel periodo di imposta 2015 (euro 527.102,00) e la suddetta media di riferimento (euro 308.638,00), risulta essere di euro 218.464,00 (527.102,00-308.638,00).

Per stabilire l’importo del credito di imposta spettante all’azienda è stato necessario determinare separatamente per ciascun gruppo di spese “la spesa incrementale agevolabile” rappresentata dalla differenza tra l’ammontare degli investimenti realizzati nel 2015 ed il valore dell’investimento medio realizzato nel triennio 2012-2014.

Tale valore risulta essere pari a euro 163.994,00 [(300.980,00+83.936,00+107.067,00)/3] per il primo gruppo di spese e a euro 144.644,00 [(119.336,00+141.550+173.046)/3] per il secondo gruppo di spese.

Di conseguenza, “la spesa incrementale agevolabile” relativa al primo gruppo di spese - pari alla differenza tra l’investimento realizzato nel periodo di imposta 2015 (euro 181.350,00) e la suddetta media (euro 163.994,00) - risulta essere di euro 17.356,00 (181.350,00-163.994,00) e la “spesa incrementale agevolabile” relativa al secondo gruppo di spese - pari alla differenza tra l’investimento realizzato nel periodo di imposta 2015 (euro 345.752,00) e la suddetta media (euro 144.644,00) – risulta essere di euro 201.108,00 (345.752,00-144.644,00).

Tenuto conto che per entrambi i gruppi di spese vi è un incremento, a ciascun incremento è stata applicata l’aliquota agevolativa stabilita per il gruppo corrispondente.

Di conseguenza, il credito di imposta maturato, che l’azienda ha potuto utilizzare in compensazione a decorrere dal 1° gennaio 2016, ammonta complessivamente a euro 58.955,00 (17.356,00x50%=8.678,00 + 201.108,00x25%=50.277,00).

La figura sottostante rappresenta schematicamente i risultati ottenuti:

 



[1]Per ulteriori informazioni sul bonus ricerca si rimanda all’articolo di presentazione del Bonus Ricerca