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Il ruolo del Patent Box per tutelare il know-how aziendale
Mercoledì 27 Dicembre 2017 14:12

Il tessuto socio-economico italiano risulta caratterizzato da un complesso di piccole e medie aziende. Le PMI rappresentano la spina dorsale del nostro sistema economico. Spesso, destano la forte attenzione di multinazionali estere interessate a conoscere le dinamiche di processo che le qualificano.

Il know-how aziendale tra valore e criticità


Indesit, MV Agusta e Ducati sono solo alcuni esempi di aziende italiane acquistate da aziende estere. Il fine dell'acquisizione è carpire le modalità operative e valutarne le capacità di creazione del valore in virtù di quel “saper fare” tipico della manifattura italiana con forti radici artigianali. Senza considerare partnership strategiche, alleanze, acquisti in licenza delle informazioni segrete aziendali e tutte le altre forme relazionali che permettano di attingere all’enorme bagaglio di conoscenze e competenze che caratterizza le imprese italiane.

Tanto più se si pensa che le aziende acquisite non sono oggetto di processi di delocalizzazione o dismissioni. Almeno per un breve periodo iniziale, vengono attentamente valutate ed esaminate per capire quali processi possano essere replicati su larga scala in altri stabilimenti aziendali e trarne delle utili strategie da poter tradurre in policy aziendali.

Il valore che deriva dallo sfruttamento di tali informazioni assurge anche ad una quantificazione monetaria in una economia di libero mercato. Tuttavia, non risultano abbastanza note, almeno alle proprietà aziendali, le criticità relative allo sfruttamento di tali informazioni segrete. In particolar modo, almeno per gli esperti della materia, risulta essere sempre più oggetto di interesse l’esame di strumenti di tutela dal rischio connaturale alla segretezza che caratterizza tali informazioni. Soprattutto laddove sempre più soggetti terzi entrano nella possibilità di conoscere tali informazioni.

Infatti, non è inusuale che tra la scelta di detenere al proprio interno le informazioni segrete “sensibili” per la produzione di valore dell’azienda e la scelta di conferirle una qualche tutela facendo ricorso, ad esempio, allo strumento del brevetto, le aziende optino per la seconda opzione. Accade molto spesso in settori caratterizzati dall’elevata competitività, soprattutto in relazione all’acquisizione di personale altamente qualificato proveniente dai propri concorrenti, e nei quali non esiste un gap tecnologico eccessivo tra i player di settore.

 

Patent Box: ecco come tutelare il know-how aziendale


La Circolare esplicativa 11 E del 07/04/16 emanata dall’Agenzia delle Entrate, riprende la definizione di know-how contenuta nel Regolamento CE n. 772/2004. La definizione fa riferimento al know-how quale “patrimonio di conoscenze pratiche non brevettate derivanti da esperienze e da prove, patrimonio che è:

i) segreto, vale a dire non genericamente noto o accessibile;
ii) sostanziale, vale a dire significativo e utile per la produzione di prodotti contrattuali;
iii) individuato, vale a dire descritto in modo sufficientemente esauriente, tale da verificare se risponde ai criteri di segretezza e sostanzialità”.

In tale contesto, il regime del Patent Box permette di creare e diffondere una certa cultura del know-how, il che risulta ancora latente all’interno delle aziende italiane. Si fa ancora fatica a fornire una definizione condivisa di know-how, e diffondere e mantenere una serie di misure di sicurezza a protezione delle informazioni stesse. L'obiettivo è di non renderle accessibili a terzi e comunque segrete all’interno dell’azienda. In questo quadro si comprende come vengano considerati favorevolmente sistemi di protezione di natura fisica, logica ed organizzativa. Questi sistemi vanno dal non-disclosure agreement con i dipendenti interessati, fino a clausole di riservatezza con fornitori e clienti, passando per la costituzione di adeguati sistemi di protezione dei dati.

In questa ottica, creare l’humus per meglio tutelare le informazioni aziendali determina una maggiore protezione rispetto ad aziende estere, soprattutto in settore strategici per l’economia nazionale, aumentando la competitività del tessuto aziendale e dell’intero sistema italiano.


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