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Patent Box – Nuovi accordi sottoscritti ed elevati benefici fiscali conseguiti
Mercoledì 21 Febbraio 2018 08:45

 

L’8 Maggio 2017 Indicam - Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione - ha promosso un incontro presieduto da Mario Peserico dal titolo “Le leve fiscali per lo sviluppo delle imprese: l’esempio del Patent Box”. Durante l'evento il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi si è impegnata nel definire il 90% delle istanze pendenti in sede di contraddittorio entro il 31 dicembre 2017.

In tal senso, si registra una accelerazione nella firma degli accordi di contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate da parte di diversi grandi aziende industriali con lo sblocco di risorse finanziarie di estremo interesse. Ultime in ordine cronologico (ma è lecito aspettarsi la firma di ulteriori accordi nei prossimi giorni/mesi) sono Biesse, Aran World, Cefla e Sabaf.

Queste aziende hanno in comune elevati fatturati, elevati margini di redditività ed elevate performance, frutto di un insieme di conoscenze e competenze sedimentate in azienda nel corso del tempo, che ne qualificano l’attività e la distintività rispetto alle aziende competitors operanti nel medesimo settore. Inoltre, non priva di interesse è la condizione per la quale le risorse finanziarie “liberate” dall’aver usufruito del regime fiscale in oggetto permette di drenare risorse verso altre aree di interesse aziendale. Ciò, per aziende votate alla partecipazione attiva ai mercati internazionali, si traduce in sviluppo di nuovi prodotti/processi, R&S, M&A, nuove partnership nazionali ed internazionali ecc.

 

Il caso Cefla

Cefla, colosso cooperativo multibusiness imolese, ha firmato pochi giorni fa l’accordo sul Patent Box. È diventata così una tra le prime 20 grandi società ad accedere e a poter usufruire dei benefici fiscali derivanti dal regime di agevolazione in oggetto. L’intento di agevolare le aziende che investono in attività di R&S qualificate, che permettano di renderle maggiormente competitive nel mercato internazionale, è stato infatti il principale obiettivo che ha guidato il legislatore nazionale ad istituire il regime del Patent Box Italiano. Quest’ultimo risulta produrre effetti importanti per aziende come Cefla, gruppo che investe in media 10 milioni di euro l’anno in ricerca e che può annoverare nel proprio portafoglio brevetti, marchi disegni e modelli industriali per un totale di quasi 600 titoli di proprietà industriale.

Inoltre, sempre considerando l’esempio di Cefla, l’aver creato al proprio interno un team dedicato all’Innovation & Business Development trasversale ai cinque business (medical equipment, impiantistica civile e industriale, tecnologie per il retail e le macchine per la finitura e le tecnologie Led della nuova start-up C-Led), proietta l’azienda nel futuro con uno slancio innovativo e “disruptive”.

In questo quadro, l’ottenimento del beneficio fiscale derivante dall’accesso al regime del Patent Box rappresenta per il gruppo imolese una opportunità di ampliamento del proprio business anche attraverso operazioni di M&A di aziende funzionali a tale fine che siano caratterizzate da un elevato livello di “funzionalità” per il progetto di business della società stessa, così come confermato da Elia Rossi, head of Business Development e coordinatore del progetto Patent Box al Sole 24 Ore:

«Come funzione siamo nati nel 2015 per sviluppare business innovativi e implementare iniziative tecnologiche e societarie di carattere straordinario, anche al di fuori dei nostri core business, attraverso scouting tecnologici e operazioni di M&A. E governiamo a livello centrale le attività di estensione e mantenimento del patrimonio brevettuale con una nuova figura di IP manager. Oggi poche aziende italiane vantano al loro interno l'IP manager, figura che ha il compito di coordinare le politiche di proprietà intellettuale e industriale».

Il regime del Patent Box, per aziende come Cefla, risulta dotare lo scheletro dell’imprenditoria nostrana di risorse finanziarie. Si facilitano in questo modo l’espansione dei propri business e la competitività a livello globale, contribuendo a ridurre il gap industriale con gli altri grandi Paesi occidentali e a superare il deficit dimensionale che grava, in media, sulle aziende italiane.

 

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