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Credito d' imposta R&S: le novità introdotte dalla Circolare N. 13/E del 27 aprile 2017
Venerdì 12 Maggio 2017 09:28

In materia di credito d'imposta, la Circolare N. 13/E del 27 aprile 2017 aggiunge ulteriori elementi di novità  rispetto a quelli già introdotti dalla legge di Bilancio 2017, che di seguito vengono ricordati:

  • proroga di un anno il periodo di tempo in cui possono essere effettuati gli investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo da parte delle imprese per poter beneficiare del credito d'imposta, quindi fino all’esercizio 2020 (che nel caso di bilancio infrannuale diventa 2020-2021);
  • innalzamento dell’aliquota del credito d'imposta al 50% per tutte le tipologie di spese ammissibili;
  • incremento da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo del credito d'imposta che ciascun beneficiario può maturare in relazione a ciascun periodo agevolato;
  • eliminazione, nell’ambito del personale addetto alle attività di Ricerca e Sviluppo, della distinzione tra “personale altamente qualificato” e “personale non altamente qualificato”.

La Circolare precisa e dettaglia l’estensione della platea dei soggetti beneficiari alle imprese residenti che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo per conto di imprese committenti non residenti. Questo comporta che, a partire dall’esercizio 2017, le aziende che operano sul territorio nazionale, siano esse residenti in Italia o stabili organizzazioni nel territorio della Stato di soggetti non residenti, che eseguono ricerca per conto di committenti esteri, possono usufruire del credito d’imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo.

È importante sottolineare che questo caso si applica solo in presenza di clienti esteri e non nel caso in cui la controparte contrattuale sia un’impresa committente residente in Italia.


Ulteriori chiarimenti introdotti dalla Circolare 13/E

La Circolare, inoltre, puntualizza alcuni aspetti riguardanti:

  • la definizione di competenze tecniche: rientrano anche i costi sostenuti per acquisizione di conoscenze e informazioni tecniche come programmi per elaboratore tutelati da diritto d’autore (i.e. software coperti da copyright);
  • la definizione di privative industriali: oltre ai brevetti, sono compresi anche i modelli di utilità, mentre restano esclusi i marchi e i disegni;
  • tempi di fruizione: l’azienda può beneficiare del credito quantificato solo a decorrere dal giorno successivo alla data di ultimazione della prestazione del certificatore.

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